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Cna presenta Impresa Facile: fino a 4.500 euro per l’avvio e la creazione di impresa

È l’autoimprenditorialità la new economy romana. Per intercettare la voglia di fare impresa sempre più diffusa a Roma, Cna ha presentato oggi alla stampa Impresa Facile. Sono oltre 14mila le nuove imprese nate l’anno scorso. Per lo più guidate da 35enni e nel settore dell’alimentare, dell’edilizia e delle comunicazioni.

Trasferire un’idea dalla testa alle mani può essere una risposta, in un momento di contrazione del mercato del lavoro. Molti ci hanno creduto: di certo gli oltre 14mila nuovi imprenditori che, solo l’anno scorso, hanno aperto un’impresa a Roma e provincia. A disegnare l’identikit degli startupper che scelgono la Capitale per fare impresa è stata la Cna di Roma, che ha presentato oggi Impresa Facile, lo sportello dedicato (06570151 o www.cnapmi.org) a chi vuol fare il grande passo di mettersi in proprio. Partendo col piede giusto e con un contributo economico importante: 4.500 euro per l’avvio e la creazione di impresa, grazie al bando della Camera di Commercio di Roma (2.500 euro) che permette di abbattere le spese una tantum di apertura attività, e a un bonus (2mila euro) offerto da Cna da spendere in servizi nei primi 6 mesi di attività. Un supporto importante, considerando che l’investimento medio iniziale si aggira sui 25mila euro.

Nell’esercito dei 14mila capitani coraggiosi, il 14% ha scelto il settore alimentare, seguono le costruzioni (9,7%) e la comunicazione (7%). Molti sono disoccupati che scelgono autoimprenditorialità per rientrare nel mercato, come dimostra l’alta percentuale di presenze nell’edilizia, uno dei settori che continua a risentire di più della crisi. Più di un terzo sono 35enni. In prevalenza uomini (sette su dieci). Oltre 4mila stranieri e tanti romani (circa 8mila). Le aree più vitali sono Roma Nord (3.300 neoimprese) e Cinecittà (2.700). Tra quelle meno vivaci, l’area Est, come Tiburtina e Casilina (821) e della provincia a nord della Capitale (357). Una vivacità che va dunque assecondata, prima di tutto accompagnando gli aspiranti neoimprenditori nella prima fase di attività: quella in cui, soprattutto le micro e piccole realtà, sono più fragili. E da sole rischiano di non andare lontano.

“Chi ha un’idea non ben definita oggi si trova spaesato. Noi vogliamo orientarlo tra tutte le opportunità in essere. Incoraggiandolo se ha una buona idea, indirizzandolo verso una strada diversa se quel progetto non funziona. Il bando camerale, di 2.500 euro, è uno strumento in più. E visto che il periodo più critico sono i primi sei mesi, abbiamo aggiunto un voucher di 2mila euro su tutti i servizi: tra gli altri, predisposizione del business plan, contabilità, sicurezza e medicina del lavoro e così via”. “La forza della Cna è il suo radicamento sul territorio – ha detto Erino Colombi, presidente Cna di Roma-. Su questa conoscenza parte l’analisi dei casi singoli per capire cosa possiamo mettere a disposizione per chi parte da zero e deve reinventarsi la sua vita. Stimolando la voglia di mettersi in gioco”.

“Negli ultimi anni, in Italia, si sono distrutti 3 milioni di posti di lavoro, ma se ne sono creati 700mila: tanti sono neoimprese nate tra 5 e due anni fa, in piena crisi. Una nascente new economy, fenomeno prevalentemente metropolitano” così Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna di Roma. “A parte Isernia, eccezione che conferma la regola, in cima alle classifiche delle start up ci sono Milano, Roma e Napoli: nella dimensione metropolitana le occasioni sono superiori rispetto alla provincia. Si concentrano nel terziario avanzato, nelle telecomunicazioni, nei servizi alla famiglia e alle imprese. Senza contare il peso che hanno i grandi committenti, che stanno esternalizzando molte delle funzioni. Iniziamo il 2013 con ottimismo, guardando con fiducia a chi sta scegliendo di aprire una nuova attività e cogliendo questa trasformazione di Roma, città non tradizionalmente a vocazione neoimprenditoriale, come è invece il nord est”.